Getting off on consent: in 5 passi

Getting off on consent: in 5 passi

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Consent è la parola inglese per «approvazione», «autorizzazione» o «assenso» e nella scena BDSM di lingua tedesca ha progressivamente sostituito il termine Einvernehmlichkeit, cioè consensualità. Spesso si usa anche la parola tedesca Konsens. Si intende l’opinione concorde di più persone su una determinata questione, senza obiezioni né nascoste né aperte.

Nel BDSM, o in generale in un contesto sessuale, questa opinione concorde, cioè il consenso, c’è quando tutte le persone coinvolte in un atto sessuale, in una sessione o in una pratica si danno reciprocamente il permesso esplicito per determinate azioni. Questo assenso è un aspetto importante nei rapporti sessuali per sentirsi al sicuro, ed è quindi la base di ogni forma di attività BDSM e, più in generale, di ogni atto sessuale.

Il consent è importante in ogni relazione, di qualunque tipo sia: professionale, BDSM o vanilla, cioè sessuale ma senza elementi BDSM o feticisti. Il consent comincia chiedendo il permesso per toccare, per usare certi termini o per creare un dislivello di potere, e arriva fino al fatto che questo consenso può essere ritirato in qualsiasi momento. 

Il consent è il minimo assoluto che dovrebbe esserci tra due persone. Non è una variabile negoziabile, ma il presupposto. Un principio della scena americana dice che il consent migliore, e l’unico vero, è quello entusiasta: gioioso e già carico di aspettativa.

Non vuoi un: «Per me va bene.»

Vuoi un: «CAZZO SÌ, FALLO!»

OCP Kink Podcast

BDSM e consent vanno di pari passo. Qui spesso si tratta di esperienze al limite e di modalità di gioco che possono comportare ogni sorta di rischi. Per questo una conversazione approfondita sul consent è sempre la base. In questa conversazione passate in rassegna preferenze, linguaggio, soft e hard limit, parlate di aftercare e di tutti i passi, dal primo all’ultimo, che volete fare insieme.

Nel BDSM esistono diversi sistemi di consenso. I più noti sono SSC (Safe, Sane and Consensual) e RACK (Risk-aware-consensual kink). Regolano più o meno i dettagli di concrete pratiche BDSM di natura sessuale e non sessuale.

Ci sono però anche regole come CNC (Consensual Non Consent) e TPE (Total Power Exchange), che vanno intese piuttosto come consensi generali a un certo tipo di scambio di potere e lasciano alcuni dettagli alla discrezione della persona dominante o che decide. Pur essendo tutti un consenso generale alle pratiche BDSM, presuppongono una conversazione preliminare sul consenso e poi altre conversazioni continue.

Quando ci si lancia in una sessione, spesso c’è un dislivello di potere. D/s, per esempio, significa che di regola c’è almeno una persona dominante e almeno una persona sottomessa. Spesso si dà per scontato che solo quest’ultima debba dare il proprio consenso. Non è così. È importante che entrambe, o tutte, acconsentano alle azioni e vogliano farle.

Come può essere una negoziazione per la prima volta?

I vostri appuntamenti sono andati bene, hai conosciuto qualcuno, volete giocare. La prima volta BDSM insieme. Mentre vi conoscevate avrete sicuramente già parlato a grandi linee di BDSM e delle vostre preferenze, ma ora si fa sul serio.

Prendetevi tempo per la conversazione, possibilmente di proposito fuori dal luogo in cui giocherete. Sedetevi sul divano, in cucina oppure uscite. Se si resta nel posto in cui tutto succederà a breve, spesso ci si crea una pressione interiore. 

2. Concentrati sulla vostra prima volta

Di’ cosa ti piacerebbe fare la prima volta. Non si tratta di tutte le cose che ti piacciono o che un giorno vorresti fare, ma proprio in modo esplicito di cosa vuoi fare in questa prima volta e con cosa ti sentiresti a tuo agio.

3. Toccare non è sempre la stessa cosa

Chiedi il permesso: se puoi toccare l’altra persona, in quali punti no, con quanta pressione e in che modo. Perché gesti come accarezzare, tenere, afferrare, tirare o graffiare si possono fare con intensità diverse. Trovate un’intesa comune su cosa significano per voi «delicato» e «deciso».

4. Il sesso non è scontato

Di’ chiaramente se quel giorno vuoi arrivare al sesso, quali contraccettivi servono e com’è il tuo safer sex. Trovate una base comune. Anche se acconsenti al sesso in generale, indica le tue preferenze su posizioni e pratiche. Sesso e atti sessuali hanno una definizione diversa per ogni persona, ed è per questo che qui è importante capirsi.

5. Chiarire le condizioni quadro

Definisci con chiarezza la tua situazione personale. Parlate dei vostri confini e dei vostri limit. Fin dove è troppo, da che punto in poi comincia per te? Questa parte può tranquillamente essere lunga e dettagliata, per essere sicuri di avere entrambi una comprensione completa delle preferenze e dei limiti dell’altro. Includete nella conversazione anche l’aftercare e le domande da farsi prima di ogni sessione.

Il consenso non va dato solo la prima volta: è meglio rinnovarlo di continuo. Proprio in una relazione duratura si scoprono sempre nuove preferenze e nuovi modi di stare insieme. Anche i propri limiti possono spostarsi. Oppure volete provare insieme qualcosa di completamente nuovo. 

Con un gioco nuovo è come con la prima volta. Parlate quindi di queste cose:

  • I vostri limiti finora e come si comportano nella sessione

  • Le vostre idee sulla sessione 

  • Lo svolgimento e l’ordine

  • Quale dovrebbe essere l’obiettivo

  • Dove sta esattamente, per voi, il fascino

  • L’attrezzatura che si userà, come funziona, che effetto ha, l’intensità e anche la preparazione, per esempio la disinfezione 

  • Il linguaggio che volete usare in questa scena. Dirty talk? Tono di comando? Espressioni umilianti? Check-in?

  • Il gioco deve essere sessuale o no? Fino a che punto può diventarlo e dove sono i limiti? 

  • Safer sex?

  • Safeword o sistema del semaforo?

  • Aftercare

Imbarazzante? Per niente!

Alcune persone hanno remore a dire esattamente cosa vogliono o non vogliono. Eppure parlare di consent può anche essere sexy. Invece di partire da ciò che non vuoi fare, puoi semplicemente cominciare a raccontare cosa vuoi. Una lista in positivo invece che in negativo, per così dire. Può essere anche un ottimo modo per entrare nel dirty talk, scaldare l’atmosfera e quindi abbassare un po’ le remore a parlarne.

Per esempio, «Mi va bene che tu mi tocchi bloccandomi con il tuo corpo e che mi baci» si può esprimere in modo più positivo dicendo: «Voglio che tu mi spinga contro il muro e mi tenga ferma/o mentre mi baci.» Se vuoi far capire che desideri atti sessuali e che ti piacciono l’edging o il controllo dell’orgasmo, potresti cominciare dicendo: «Voglio portarti al punto di implorarmi per il tuo orgasmo.»

C’è chi preferisce un approccio pratico

Chi trova tutto questo troppo intenso può anche rinunciare a questo tipo di conversazione e affrontare la cosa su un piano più pratico. Le liste di preferenze, per esempio quella di Bad Girl o di Gentledom, da compilare passo dopo passo, sono un po’ faticose, ma nella giungla di termini, feticci, pratiche e giocattoli lasciano poco spazio ai malintesi e aiutano soprattutto chi è alle prime armi a riflettere sui propri limiti. Per altre informazioni potete anche curiosare in questo ABC, in particolare nelle due categorie Kink e Prodotti.

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